Come ripartire dopo una battuta d’arresto? Il coraggio di pazientare

“Devi ripartire!” Sicuramente ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, se lo sarà sentito dire, o lo avrà ripetuto come “mantra” per guarire da una brutta scottatura. Ci saremo anche accorti che spesso, detta così, questa frase tutto fa tranne che motivarci, ma perché?


In parte l’inefficacia di tale modalità di approcciarsi al fallimento dipende dal processo che ci guida nell’attribuire significato alla parola ripartire.

Se lanciate una veloce ricerca su Google interrogandolo sull’etimologia di ripartire come prima definizione proposta leggerete: “Suddividere un insieme in parti…” e solo successivamente l’accezione che tutti noi siamo soliti dare a tale termine: “Rimettersi in moto”.


È chiaro che risollevarsi da una forte delusione, che sia una rottura sentimentale, la perdita del lavoro, o più semplicemente tanti piccoli insuccessi accumulati, non è facile né immediato. La trappola in cui rischiamo di cadere è pensare che non ci sia soluzione, bloccati dalla paura non tanto di ripartire, ma dalla paura che gli ostacoli si riproporranno sempre e che, se non si riesce a superarli una volta, non sarà più possibile farlo. È l’idea dell’impossibilità che ci lascia fermi ai blocchi di partenza.


Ecco allora che per rimettersi in moto, bisogna rifarsi anche all’accezione di ripartire come:

1. Riconoscere le parti che hanno concorso a portarci a quel punto;

2. Attribuire a ciascun attore in gioco, che sia interno o esterno a noi, il suo ruolo;

3. Affrontare il problema un passo alla volta.


Prendendo in prestito una metafora, possiamo immaginarci la nostra ripartenza come un viaggio in automobile. Per toccare alte velocità dovremo ingranare una marcia alla volta, partendo dalle più basse. Nel raggiungere una meta potremmo incontrare traffico, necessitare di una sosta, avere bisogno del navigatore o rivalutare la nostra destinazione.

A volte lo scherzo che ci gioca la nostra mente è credere che un obiettivo è raggiungibile solo se lo si ottiene subito. Ricordiamoci invece che noi, come l’auto, dobbiamo passare per rodaggi, campi di prova, revisioni, in una parola: abbiamo bisogno di cura. Se siamo stati fermi per un po’ è certo che non ripartiremo subito, bisogna avere il coraggio di pazientare e il desiderio di affrontare il viaggio, prima di raggiungere una meta.


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​© 2021 Claudia Palazzoli - Psicologa e Psicoterapeuta