Storie di procrastinatori seriali. "Come esserlo un po' meno?"



Iniziare qualcosa di nuovo per tanti costituisce una vera e propria battaglia con se stessi, che sia avviare un progetto importante o semplicemente integrare nella propria quotidianità una nuova routine che si allontana dal proprio ordinario.


Almeno una volta nella vita a tutti sarà capitato di affidarsi alla procrastinazione per evitare di buttarsi in nuovi progetti, ma a tanti capita anche di “rimandare al domani” attività già conosciute, ma ritenute spiacevoli per differenti ragioni.

Stiamo parlando di quell’atteggiamento che comunemente viene chiamato pigrizia, ma che a ben guardare consiste in una vera e propria strategia di evitamento, la quale ha a che fare con dimensioni e dinamiche psicologiche e interne significative.

Il mondo delle nostre paure, delle pressioni che sentiamo arrivare dal mondo esterno, e delle nostre insicurezze bussa frequentemente alla porta e l’asso nella manica è apparentemente rappresentato dalla procrastinazione. Quindi ciò che ci salva al momento, come un boomerang poi ritorna, con delle conseguenze che a lungo andare possono rivelarsi negative.


Procrastinare, di per sé, non è dannoso ma è l’uso che se ne fa a determinare uno stile di vita che si rivela compromettente per il proprio benessere. Penso ai miei pazienti e risuona in me una frase frequente: “Vorrei essere un po’ meno un procrastinatore seriale”. Dietro a queste parole, in cui ciascuno di noi può riconoscersi almeno in un’area della propria vita, si celano la storia, le aree d’ombra dei propri timori e dei propri insuccessi, le tensioni e gli stress, unici per ogni persona.

È chiaro quindi che se la strategia è universale, ma l’energia che l’attiva e l’alimenta ha origini molto diverse, prevalentemente di origine inconscia. È quindi un lavoro di scoperta di sé che spesso richiede il supporto psicoterapico.

Tuttavia è possibile far riferimento a dei punti cardinali per cominciare ad orientarsi nel mare della propria procrastinazione:

1) Chiediti “Perché procrastini? Di che cosa hai paura?”: tenta di ridimensionare la paura e domandati cosa ti perdi non agendo.

2) Parti dalle piccole cose: prova, sperimenta un passo per volta, non è detto che sia necessario fare tutto subito perfettamente, l’importante è mettersi in moto.

3) Per iniziare serve carburante: tenta di non impiegare più energia mentale di quanto effettivamente ne sia richiesta nella gestione delle questioni quotidiane.

4) Guardati: apprezza quello che stai facendo per te.

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​© 2020 Claudia Palazzoli - Psicologa e Psicoterapeuta