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Il Teatro della Psiche: l’interpretazione dei sogni di Freud

25 set 2020
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 4 giorni fa



Quest’anno, 2018, si svolge la terza edizione della Brain Awareness Week che, dal 12 al 18 marzo, attraverso iniziative in tutto il mondo, promuove la conoscenza dei progressi e dei benefici della ricerca sul cervello.

Scultura con il volto pensieroso di una donna al centro di un sipario teatrale, simbolo del mondo interiore e della Psiche.


La visione dello spettacolo Freud o l’interpretazione dei sogni mi offre lo spunto per una riflessione sull’interpretazione dei sogni di Freud e sul rapporto tra cervello, mente e Psiche. Se la ricerca sul cervello cerca di comprendere il funzionamento di quest’organo e i processi che rendono possibili le nostre attività mentali, lo spettacolo mi porta a soffermarmi su un altro aspetto: la dimensione psichica dell’essere umano, con i suoi pensieri, i suoi desideri e quei meccanismi inconsci che spesso sfuggono alla nostra consapevolezza.


Ma che cosa intendiamo quando parliamo di Psiche? Ritengo che la Settimana del Cervello possa essere una preziosa occasione per riflettere anche su questo tema, interrogandoci sul rapporto tra cervello e mente e su quei processi psicologici, consci o inconsci, che influenzano il nostro comportamento. Questi processi riguardano l’intelligenza, la memoria, la percezione e le esperienze interiori, come i sentimenti, le aspettative e i meccanismi mentali di cui non siamo pienamente consapevoli.


Penso che lo spettacolo Freud o l’interpretazione dei sogni sia in grado di stimolare nel pubblico una riflessione proprio su questi aspetti. Da spettatrice, concordo con l’affermazione del regista: «...assistiamo alla costruzione emozionante e graduale di un sistema interpretativo del mondo, non solo del sogno...».

È stato realizzato un vero e proprio «Teatro della Psiche», in cui Freud, come un archeologo durante gli scavi, scopre i vari strati per arrivare a quelli più profondi e nascosti. Sul palco campeggiano riproduzioni di antiche sculture, busti decapitati o mutilati e resti da ricostruire, proprio come i sogni dei pazienti.


«Niente di ciò che abbiamo posseduto nella mente una volta può andare completamente perduto».

Sigmund Freud


Nel tentativo di ricostruzione e restituzione di un senso ai sogni raccontati dai pazienti, Freud scopre gradualmente parti di Sé, come se le persone incontrate rappresentassero anche i personaggi della propria interiorità, della propria mente, ognuno diverso dall’altro.


Tutto si muove intorno e dentro Freud, e così accade a ognuno di noi, coinvolto in un continuo scambio tra il proprio teatro interiore e quello della vita, del mondo esterno.


Alla fine della rappresentazione teatrale, il sipario sul fondo si apre e gli spettatori si ritrovano riflessi in un grande specchio. Questa immagine dirompente introduce il tema del Doppio e del Perturbante.


L’Io, attraverso la scissione, proietta sugli altri quegli aspetti di noi stessi che facciamo fatica ad accettare. In questo modo possiamo riconoscerli più facilmente negli altri e negare la nostra somiglianza con loro, soprattutto quando questa ci mette a disagio.


La rimozione riguarda non la realtà materiale, ma quella psichica: ricordi, desideri e aspetti di noi che allontaniamo dalla coscienza, ma che possono riaffiorare nel tempo.


I desideri e le tendenze più contraddittorie e inaccettabili trovano espressione attraverso i doppioni del sognatore, che rappresentano aspetti parziali della nostra personalità. Tutto questo è stato drammatizzato in maniera mirabile sulla scena: ecco il rimosso che ritorna!


Questa drammatizzazione tra fantasia e realtà fa emergere qualcosa di familiare che avevamo relegato in un angolo della mente e che, proprio per questo, può apparirci estraneo e inquietante.


È chiaro quanto tutto questo sia perturbante: ci mette di fronte alla possibilità di riconoscere noi stessi al di fuori di noi. Ed è anche faticoso, perché ci mostra quanto sia difficile, nel corso della vita, tenere insieme le diverse parti di Sé.



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